I bagni di Latronico [estratto 1]

"I bagni di Latronico" (1891); estratto da ristampa anastatica a cura di M.E. Autilio, L.A. Conte, E. Giordano, prefazione di D.A. Pugliese, in "Biblioteca Latronichese", Latronico 1996, pp. 17-21.

1891
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Data del documento: 1891

Forma del manoscritto: modern_print

Fonte: documentary

Testo del Documento (Italian)

1891

Valle dellaCalda

L’Italia è ricchissima di acque minerali e termo-minerali. L’Italia, dopo la Francia, è la prima contrada idro-minerale, e supera la Germania, la Svizzera, l’Inghilterra, la Rumenia.

Il paragone con la Francia è fatto con le acque dell’Italia superiore, centrale, e quelle di Napoli e le sue vicinanze; ma se si conoscessero ed enumerassero tutte le acque dell’ Italia Meridionale continentale, quelle insulari, e massime quelle della Sardegna e della Corsica (storicamente, etnograficamente, e geograficamente terra italiana, quanto la Toscana) noi vinceremmo fuori dubbio la Francia; e la ragione consiste nella posizione geografica, e geologica struttura della nostra patria, che ha molti vulcani estinti ed in attività, è recinta dalle Alpi e solcata dall’uno e dall’altro capo della Catena degli Appennini: al pari delle sue tre grandi isole che sono solcate da tre sistemi di montagne. Ma le acque nostre sono poco note, sia agli stranieri che a noi stessi. E vuolsene la pruova? Chi conosce le acque della Basilicata? Nella mia Idro-orografia cercai di enumerarle tutte; ma ho la coscienza di averne molte trascurate, e non per mia colpa. Feci quanto era in me per conoscerle, e non ricusai disagi e fatiche. E ve ne sono delle efficaci per quanto abbondanti: quelle di Monticchio, della Francesca, di Barile, di Rapolla, di San Cataldo, di Tito, quelle di Calvello ed altre. Ma superiori a tutte e per abbondanza e per forza medicamentosa, per salubrità di clima e lieto soggiorno, sono quelle della Calda di Latronico, di cui ci occupiamo.

Le acque termo-minerali della Calda sgorgono al piede del Monte Alpe, in un’amenissima vallata, distante quattro chilometri dall’abitato di Latronico, e poco al disotto della strada Nazionale Sapri-Ionio che da Lagonegro va a Latronico.

L’elevazione sul mare è di m. 750. Apparentemente sono due queste sorgive: una abbondantissima che sgorga in alto, ed è quella che riempie le vasche del Professor Maturi; e l’altra non di grande abbondanza, che polla di sotto ed a destra della precedente, discosta circa un cinquanta metri1, quella che è chiamata sulfurea, e che a preferenza è usata internamente dagli ammalati. Riteniamo che se il suolo ed il sottosuolo ove queste sorgive sgorgano, fossero fognati a dovere e raccolte e canalizzate tutte le acque, sarebbero forse più di due le sorgive. E riteniamo ancora che la stessa grande sorgiva sia la unione di acque diverse che insieme sgorgano dal suolo. Lungo il corso dell’acqua che fluisce da questa sorgiva, altre acque sgorgano lateralmente, e si mischiano e si confondono in una sola massa.

Questa grande sorgiva polla al piede d’una costa sotto un grosso masso calcareo, e nel primo corso rompe tra sassi, e scende velocissima e spumeggiante; poi la campagna si fa meno pendente e l’acqua scorre con minore celerità; è quasi un fiumicello che dopo aver servito ai bagni ed anche alla irrigazione, va ad animare diversi mulini, e porta il suo contributo di acque al fiume Sinni.

Questa sorgiva misurata nei tempi di secca, vale a dire nella portata minima estiva, dà litri 42 al secondo, ossia metri cubici 151,20 all’ora, e 3628,80 in 24 ore.

È la sorgiva più abbondante di acqua minerale che abbia la Basilicata, è superiore di molto alle acque di San Cataldo e di Monticchio, ed è da mettersi nel numero delle più grandi sorgive dell’Italia.

L’altra sorgente trovasi ove incomincia il piano, poco discosto dallo stabilimento Maturi; apparisce carica di acido carbonico e solfo-idrico, ed in effetti guardando nella conserva si sprigionano abbondanti bolle dei due gas.

Quest’acqua probabilmente sorge (ed in maggiore quantità di quella che apparisce) sotto i grandi massi di travertino soprapposti al piano: una parte, anzi una gran parte si disperde, e va a confluire nel corso della grande sorgente, ove questa è canalizzata da muricciuoli.

Il serbatoio di queste acque dev’essere sotto del Monte Alpe, ed essere deve ben grande, se queste acque ma diminuiscano, ed hanno una scaturigine così abbondante.

La temperatura di queste acque per la grande per la grande sorgiva è 22,2 e per la piccola 23,1 gradi centigradi2, che rende molto grato il bagno dopo una prima impressione di freschezza. Questa temperatura è costante.

Nell’inverno, che in questa contrada è rigido, l’acqua ha una piacevole impressione di tiepore, e le donne del paese vi vanno a lavare le biancherie; e per questa temperatura, l’acqua è detta Calda, da ciò il nome della contrada.

La valle dove queste acque scorrono, è amenissima. La vista spazia dalla parte di oriente e mezzogiorno. Si gode la veduta del gigantesco monte Alpe, che è uno dei maggiori contrafforti degli Appennini, dei monti della Spina, e del Pollino di Calabria; monte tra i più alti della catena degli Appennini.

Si può dividere questa valle in due parti: superiore ed inferiore: la inferiore è spaziosa, pianeggiante ed ondulata; la superiore ristretta ripida scoscesa. In alcuni punti, il distacco della valle dalla parte inferiore alla superiore è graduato; in altri è brusco per alti banchi e massi di travertino che accrescono l’incanto di questa valle3. La quercia rovere ed il cerro rivestono colla ginestra, la parte superiore; la parte inferiore è posta a vigne, a pergolati, ad alberi fruttiferi ed a coltivazioni del granturco ed ortaggi. L’aere è tra i più puri e sani. Aria ozonata dalle piante di cui tutta la valle è ricoperta, senza esservi nelle vicinanze luogo alcuno paludoso.

Il Sinni che scorre alquanto lontano, ha corso precipitoso, e va incassato nel suo alveo. L’aria è aria dei monti più alti dell’ Appennino Lucano, e di continuo rinnovata per azione di venti non impetuosi ma dolce spiranti.

Volendosi fare un paragone dell’aria tra la parte superiore ed inferiore, si conviene che l’aree è sano dappertutto, ma nella parte superiore è più secco, e nella parte inferiore ha grado maggiore di umidità; questa però non è eccessiva, tanto che gli embrici delle casine non hanno alghe, né mai si è verificato caso di febbre alcuna. La parte superiore è più asciutta per la sua posizione ed esposizione, e per la natura del suolo in qualche parte nuda di roccia, ed in altra con scarso rivestimento di terra.

Aggiungasi che nella mattina e nella sera le esalazioni dell’acido solfo-idrico sono maggiori, tanto che quasi un’atmosfera si costituisce con esalazioni solfo-idriche, che valgono tanto a distruggere i microbi diffusi nell’aria. La temperatura della valle non si eleva di molto, e non si avverte la state nei giorni più caldi. La temperatura non ha sbalzi, ma è graduale.

Il caldo maggiore è dall’una alle tre pm., quando le pendici del monte Alpe riverberano i loro raggi sulla valle. Però in quell’ora vi è una moderata ventilazione, la quale molto attenua il calore, e nelle stanze si avverte poco col tenere succhiuse le finestre e le porte, in modo d’avere flusso e riflusso di aria.

Dallo specchietto che diamo in nota4, la media del massimo grado di calore nella state del 1889 fu di 27 e la media del minimo fu 17.

Comprendo che ventuno osservazioni fatte in un anno, non valgono a fissare la media della temperatura di codesta valle, ma sono sempre una norma dalla quale gli altri anni non potranno di molto scostarsi. Auguriamoci che negli anni avvenire vi sia chi faccia altre osservazioni.

Si goda in questo soggiorno la pace dell’animo; e gli stanchi per molto lavoro mentale, o quelli che hanno scosso e depauperato il loro sistema nervoso, o quelli estenuati da qualunque altra causa, invano ricercheranno altrove luogo più bello ed ameno. Se vuole viversi vita ritirata si vive, se si vogliono innocenti sollazzi, tanto giovevoli alla salute, si prendono. Tra bagnanti si fa presto amicizia, e si può godere delle più dilettevoli conversazioni: massime tra la gente Lucana, ospitalissima e dotata di forti sentimenti per l’amicizia.

Chi vuol godere del bosco ne gode, chi dell’aperta campagna ne gode del pari. Se si prende diletto alla caccia, si può cacceggiare di lepri e di uccelli. Chi è vago di pesca può recarsi al fiume Sinni che offre le trote5, le anguille e le sardelle.

La sera, quando ogni famiglia bagnante gode del fresco all’aria libera, si può ammirare il vago costume delle popolane basilische, la bellezza dei loro volti, e tante volte l’armonia dei loro canti popolari. Spesso la sera è tripudio dedicato alle più innocenti gioie: balli, canti e suoni.

Sono in questa valle oltre una ventina di casine6, ove la state comodamente alloggiano i bagnanti, a modici prezzi.

Le casine addette a ricovero dei bagnanti con altre case coloniche, costituiscono una frazione del comune di Latronico. Vi è servizio postale quotidiano per Latronico, e servizio telegrafico.

In questa stazione balneare vi è provvista di tutto il necessario alla vita: pane ottimo, e sono rinomatissimi i biscotti di Latronico; vino da pasto puro e buono; carne di agnelli e castrati da non lasciare a desiderare quelle di manzo; ma anche queste si hanno per due giorni della settimana, e chi quotidianamente ne volesse può facilmente provvedersene da Lagonegro a mezzo di pacchi postali; polli eccellenti ed a buon mercato; frutte ed erbaggi in abbondanza, ed ogn’altra cosa commestibile.

Grande è il concorso dei bagnanti nella stagione estiva, e vi concorrono moltissimi da Lauria, Senise, Lagonegro, Carbone, Carbone, Teana, Calvera, Fardella, Chiaromonte, e tutti gli altri paesi della valle del Sinni; come moltissimi ancora della valle dell’Agri, e del Sauro, S. Martino, Montemurro, Moliterno, Corleto ed anche Laurenzana, Accettura ed altri paesi. I bagnanti ascendono ad oltre il numero di cinquecento nei mesi di Luglio ed Agosto, che è la stagione dei bagni.

E nell’avvenire, coi migliorati mezzi di viabilità, concorreranno a questi bagni per attingervi salute, tutti i paesi di Basilicata, massime quelli dei tre circondarii di Lagonegro, Potenza e Matera; e vi potranno concorrere ancora i circondari di Sala e Vallo della Provincia di Salerno.

Il Professore Maturi ha fatto costruire una gran vasca, ove in sezione distinte, maschi e femmine prendono il bagno per immersione. Oltre di queste vasche, lungo il corso dell’acqua si trovano casotti di tavole, per uso della povera gente.

II. Azione fisiologica e terapeutica delle Acque.

La virtù medicantosa di queste acque è nota fin dal secolo scorso. Il Barone Antonini così ne discorre, parlando di Latronico: «Nel 1732 vidi alcuni marmi alabastrini, cavati nella vicina montagna detta dell’ Alpe, che sebbene di non molto pregio per la di loro tenerezza, potrebbero però essere indubitamente più duri, profondamente cavandosi la miniera. Sono ancora in questo territorio nel luogo chiamato Calda, varie acque minerali, che i paesani a guarire varii mali, credono buone». pag. 4897.

Giuseppe de Re (Almanacco della Basilicata 1824) si esprime: … Scaturiscono nel luogo «detto la Calda molte polle di acque minerali, le quali contengono principi di gas carbonico, di gas-idrogeno solforato, di carbonato di Magnesia, di carbonato di calce e di terra silicea … Nell’ Alpi sono ricchissime miniere di alabastro calcareo poco tenace con venature e varietà di colore; e son disseminate diverse qualità di erbe medicinali.»

Note

1 (recuperare note originali alla fine del libro, p. 18)

2 (recuperare note originali alla fine del libro p. 18)

3 (recuperare note originali alla fine del libro p. 19)

4 (recuperare note originali alla fine del libro p.20)

5 (recuperare note originali alla fine del libro p.20)

6 (recuperare note originali alla fine del libro p.20)

7 (recuperare note originali alla fine del libro p. 21)