Le ferrovie complementari e la Basilicata

"Il Lucano – Giornale Politico Amministrativo", Potenza, a. X, n. 351, 25-26 marzo 1902, p. 1, Tipografia Editrice Garramone e Marchesiello.

1902-09-26
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Data del documento: 1902-09-26

Forma del manoscritto: modern_print

Genere: historiography

Funzione: narrative

Fonte: literary

Testo del Documento (Italian)

1902-09-26

L’agitazione manifestatasi nel Lagonegrese per la quistione della costruzione della ferrovia è pel momento sopita, ed a ciò ha largamente contribuito la parola autorevole e pacificatrice portata in quelle contrade dal rappresentante del governo e gli affidamenti espliciti che sono stati dati da S. E. il Presidente del Consiglio in proposito.

I deputati locali e sopratutti l’On. Mango si sono anche essi preoccupati della cosa e delle interpellanze sono state già presentate alla Camera sull’argomento e saranno prossimamente discusse e noi non dubitiamo che la discussione sarà esauriente e tale da lasciar fermamente ritenere che le promesse del capo del governo saranno un fatto compiuto.

E se così non fosse è facile arguire che potremmo avere delle dolorose sorprese da parte di gente giustamente stanca di pascersi di continue illusioni e completamente trascurata nella tutela dei suoi legittimi interessi.

Eppure i nostri governanti dovrebbero ricordarsi che le pagine più belle della storia del nostro riscatto furono scritte col sangue dei martiri di queste abbandonate contrade verso le quali si sarebbe dovuto sentire il dovere di usare per lo meno un trattamento pari a quello usato alle altre regioni d’Italia.

Se fu opera saggia e patriottica, umanitaria e doverosa al Sempione, è opera più che patriottica, umanitaria e doverosa pel governo il proporre, e pel Parlamento il votare il progetto di legge per le ferrovie complementari Meridionali destinate a dare vita a contrade che pur essendo ridenti e fertili finiscono, per la loro inaccessibilità, col rimanere abbandonate e deserte.

La forte emigrazione che minaccia di rimanere spopolate la Basilicata e la Calabria, mette in gran parte capo alla mancanza di mezzi di comunicazione, mancanza il di cui effetto è la scarsezza di produzione e di lavoro che proviene appunto dalla difficoltà di esportare quello che si potrebbe produrre.

Parecchi dei nostri governanti ignorano che in Provincia di Potenza e di Cosenza vi sono dei paesi che per mettersi in comunicazione col mondo hanno bisogno che i loro abitanti facciano quattro ore di mulo ed otto o nove ore di carrozza andando il più delle volte ad incontrare quei treni ferroviarii abituati a camminare con 50 o 60 minuti di ritardo. Per vedere che cosa significa la mancanza di viabilità in questi paesi bisognerebbe che quelle missioni le quali studiano sempre senza concludere mai, in luogo di viaggiare con carrozze di ricambio, con gente che festosamente le riceve, arrivassero invece di notte in una di quelle stazioni di montagna lontane 3 o 4 ore dal paese, percorressero a schiena di mulo, se non a piedi come accade a parecchi mortali la strada, che separa la via ferrata dal Comune e solo allora potrebbero dire che il facilitare in qualunque modo la viabilità di queste contrade è pel governo un sacrosanto dovere. Se questa gente stanca di 40 anni di abbandono reclama oggi vivacemente i suoi diritti, bisogna riconoscere che ha il diritto di farlo e le autorità hanno il dovere di far sentire al governo che è pericoloso questa volta continuare col sistema delle vaghe promesse.

Del resto la vigilanza dei rappresentanti politici della Basilicata che, siamo sicuri, troverà questa volta nella deputazione Calabrese un valido appoggio, la parola e le assicurazioni di Giuseppe Zanardelli ci danno sicuro affidamento che l’annosa questione sarà finalmente risoluta e sarà un bene per tutti.

Le parole dette da Sua Maestà all’Avv. Seraceni, presid. del Comitato di Castrovillari, costituiscono per governo un impegno, che dovrà essere mantenuto, poichè bisogna che i nostri governanti si persuadano che il non farlo sarebbe questa volta pericoloso.