Da Roma fin sopra il Pollino

"Ascensione del M. Pollino fatta da' signori Martinori, Lezzani e Tranzi nel loro viaggio pedestre Roma-Etna", in «Annuario della sezione lucana del CAI (anni 1878-80)», pp. 250-253.

1880
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Data del documento: 1880

Forma del manoscritto: modern_print

Fonte: documentary

Testo del Documento (Italian)

1880

Fiducioso che non siano state dimenticate le proposte da me fatte in seno della Sezione Lucana del Club Alpino Italiano nella sua tornata del 22 Febbraio decorso, e successivamente esplicate nella conferenza pubblica che tenni in codesta citta, a scopo di beneficenza, il dì 11 Aprile, credo opportuno di comunicare agli Alpinisti di Basilicata e ad incitamento loro, il seguente estratto di lettera testé a me diretta dall’egregio Cav. Ing. E. Martinori, Segretario della Sezione Alpina Romana.

La lettera e Iitinerario, che pubblicherò per intero nella mia Rassegna d’Alpinismo, concernono la escursione pedestre Roma - Etna da lui eseguita nell’Agosto e Settembre p. p. in compagnia dei signori Paolo Lezzani ed Archimede Tranzi.

La escursione, o diciamo meglio il viaggio, durò 43 giorni, dei quali solo sei di riposo; si estese per 950 chilometri ed incluse l'ascensione del Monte Pollino (alto metri 2771), e quella dell'Etna (m. 3312).

Dell'itinerario, ecco la parte che più direttamente interesserà gli Alpinisti Lucani vogliosi di emulare i loro colleghi di Roma:

- 24 Agosto. Partenza da Sala Consilina e arrivo a Casalbuono, km. 23, paesi di passaggio: Certosa di Padula;

- 25 Agosto. Partenza da Casalbuono e arrivo a Lauria, 40 km., paesi di passaggio: Lagonegro, M. Ceraso (m. 1190);

- 26 Agosto. Partenza da Lauria e arrivo a Rotonda, km. 32, paesi di passaggio: Castelluccio Inf.;

- 27 Agosto. Partenza da Rotonda e arrivo a Castrovillari, km. 26, paesi di passaggio: Campotenese (m. 1083), Morano;

- 28 Agosto. Escusione al M. Pollino: km. 30; ore 12 di cammino;

- 29 Agosto. Partenza da Castrovillari e arrivo a Tarsia, km. 33;

- 30 Agosto. Partenza da Tarsia e arrivo a Cosenza, km. 47.

L'Ing. Martinori cosi mi scrive: — «La nostra salute fu sempre ottima; la stagione, quantunque non la più propizia, pure si mantenne sopportabilissima. Il massimo caldo avuto durante la marcia fu di 34° cent,; il minimo sull’Etna, di 20º 1/2. 1l nostro zaino pesava 11 chilogrammi e, salvo rare eccezioni, l’abbiam portato sempre sulle nostre spalle.

Da per tutto accolti con molta cordialità, sopratutto nelle Calabrie. Ove mancavano alberghi e locande, fummo ospitati in case particori e spesso dai R. R. Carabinieri che, oltre l’offrici i letti, divisero volentieri con noi la loro mensa.

La sicurezza pubblica è molto garantita da ben organizzata vigilanza. Le strade molto neglette, principalmente in quelle provincie che hanno la ferrovia.

Io mi sono potuto convincere (ed Ella che conosce quelle provincie mi darà ragione) che quando, sia colle ferrovie, sia colle strade, si accresca il contatto di quei paesi con le altre provincie del Regno, grandissimo contributo esse potranno portare alla prosperità del nostro paese mercè l’agricoltura e l’industria.

Io mi auguro che fra pochi anni le province meridionali vengano visilate come le settentrionali, tanto dagl'indigeni quanto dagli stranieri. Vi è molto da vedere e da studiare, e a ciò dovrebbero volgere tutta la loro attività le due sezioni del Club Alpino Italiano in Potenza ed in Catanzaro.

Se si avesse una buona Guida di quelle due provincie, chi sa quanti più facilmente sarebbero incoraggiati a visitarle: come presto cesserebbe quel tradizionale spauracchio lasciato dal brigantaggio; e come tutti si convincerebbero di quello di cui noi ci siamo convinti, cioè che, tolte quella provincie dall’abbandono in cui sono state lasciate da sì lungo tempo, esse potranno gareggiare con le più belle e floride d'Italia».

Non ho voluto tardare un momento a far noti questi apprezzamenti di un uomo competente e autorevole qual’é il Martinori, perché essi costituiscono la più efficace raccomandazione delle mie proposte agli Alpinisti Lucani, e il miglior commento a ciò che ebbi l'onore di esporre al pubblico potentino.