A Lauria

L. Petagna, M. Tenore, G. Terrone, "Viaggio in alcuni luoghi della Basilicata e della Calabria Citeriore, effettuato nel 1826", Napoli, nella Tipografia Francese, 1827, pp. 34-37

1827
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Data del documento: 1827

Forma del manoscritto: modern_print

Fonte: documentary

Testo del Documento (Italian)

1827

Lauria è diviso in superiore ed inferiore: addossato alla rupe e quasi inaccessibile è il primo, meno scosceso e lungo la consolare è il secondo. Due serie di mediocri abitazioni costeggiano la strada, e tra queste notansi diverse botteghe, ove alla rinfusa vendon i comestibili di ogni genere, vino ed altri prodotti, tra quali figura in primo luogo il vitriolo verde: di cui si fa gran consumo per la tinta de' panni, che generalmente costumasi tingerli in nero. Questa tinta accordasi col bruno colore delle terre, dei monti e delle acque di queste contrade, di cui concorre ad accrescere la tristezza. Buoni salami possono provvedersi in questo paese, formaggi non già, che si risentono dell’istessa grossolana fabbricazione di quei della Calabria. Bisogna есcettuarne i caciocavalli ed i così detti raschi che sono formaggi di ottima qualità. Oltre al solito pane nero, secco e mal fermentato, che ci accompagna da Eboli, ci siamo per un momento rallegrati, vedendo a vendere altra specie di pane bianco, e d'apparente buono esteriore. L'illusione si è dileguata bentosto, perché abbiam trovato esser questo apparecchiato con pasta bollita, ma non fermentata, sul gusto degli azimi degli ebrei, con i quali forse avrà comune l'origine. È veramente cosa dispiacevolissima, che abbondando questi paesi di ottima farina, non sappiasi lavorar pane migliore.

In ordine alla divisione del paese in superiore ed inferiore, non rara in queste provincie, è da notarsi ch'essa ha tratto origine dal beneficio delle nuove strade costrutte lungo le basse falde de' monti, presso le quali si preferisce discendere, e dove nuove abitazioni giornalmente vanno costruendosi; cosicché col volgere degli anni, come è già totalmente avvenuto per Lagonegro, i paesi stabiliti sulle rupi si troveranno trasferiti lungo le strade consolari. Al presente sole 3000 anime compongono il comune di Lagonegro superiore, e 5000 ne popolano l'inferiore. Alle stesse foggie di vestire del Vallo di Diano e di Lagonegro, le donne aggiungono una pettina, che scema il dispiacevole de' sudici pannilini, e della poco decente conformazione del seno in quei precedenti paesi osservata. Tra questi monti veggonsi belle forme, svelte taglie, ed avvenenti sembianze. A Lagonegro gli uomini sono in generale ben fatti e di alta statura; il colorito delle donne è di un vermiglio e di una bianchezza abbagliante. A Lauria si osserva altrettanto, ma per la situazione meno alevata, il sangue è men bello, e men rara la grassezza. Le contadine, benché andassero generalmente scalze, sogliono munirsi di calzari di lana, che garantiscono gran parte della gamba e del piede; in testa portano un pannolino raccolto e piegato per modo da non poterle difendere nè dal sole nè dalle intemperie. Il dialetto e l’accento di questi paesi non varia gran fatto da quello della limitrofa provincia di Salerno. La locanda di Lauria ci è sembrata più decente di quante ne abbiam finora vedute; essa è ornata di carte al soffitto, e di vetri alle finestre: oggetti rarissimi in questi paesi. Molte di queste case annunziano per lo meno l'agiatezza de' loro proprietari; esse hanno loggiati coverti, simili a quelli che nelle vicinanze di Napoli sogliam vedere nelle case di campagna, e che sono più frequenti nelle isole di Procida e d'Ischia. Con eleganza non comune trovasi da questi proprietari adottato il costume di munire i tetti delle loro abitazioni di lunghi canali di latta per raccogliere l'acqua e versarla per apposite grondaie, onde non incomodare i viandanti. Questo raffinamento di civiltà, sconosciuto anche nella stessa Capitale, vi trasporta per un momento nelle elegantissime strade delle più colte città di Europa. Gran parte delle case è lesionata in seguito del tremuoto, che nel passato febbraio fu funesto a Tito a Potenza e ad altri luoghi della Basilicata. Manifesti sono tuttavia gli avanzi de' disastri, che gravitarono su quest' infelice paese per il sacco e l' incendio sofferto nel 1806. Ripigliando la salita per sortire da Lauria, la strada costeggia la Chiesa comunale ornata di ccampanile, su cui leggesi la curiosa iscrizione, noli me tangere. Continua la strada, attraversando il territorio di quel comune, tutto ben coltivato di vigne, ulivi, ed alberi fruttiferi. Abbandonate le coltivazioni, di cui le meglio intese son cinte di mura, la strada procede per estesi campi di biade, sparsi di castagni e querce.