Informazioni sul Documento
Data del documento: 1907
Forma del manoscritto: modern_print
Fonte: documentary
Testo del Documento (Italian)
1907
La mattina del 6 ottobre s'ando a Latronico, capoluogo di mandamento, a 40 chilometri da Lagonegro, a 800 metri sul mare. Il pretore informa che il Comitato per l’emigrazione non ha mai funzionato per le solite ragioni: assenza di spirito filantropico, mancanza assoluta di volontà di lavorare gratuitamente: spesso poi avviene che i membri designati dalla legge sull’emigrazione per comporre il Comitato non sono in buone relazioni personali tra loro in causa dei partiti locali.
I Comitati per l’emigrazione, anche se venissero trasformati in Patronati a cui si pagassero le spese di un locale, di cancelleria, di illuminazione e magari anche di un segretario, riuscirebbero completamente inutili in questa provincia, ove l’emigrazione è già fenomeno vecchio di venti o trent'anni, ove non vi ha famiglia i cui capi non abbiano già emigrato o non contino parecchi amici in America, ed ove, infine, per i lunghi abusi subiti in passato, è completa la sfiducia per tutto ciò che provenga dalle autorità: governative o locali.
Il sindaco dice che la popolazione è in diminuzione; 2800 abitanti sono in paese e 1500 in America, ove cominciano ad emigrare le famiglie intiere. Alla posta esistono molti risparmi; buona parte dei quali s’investe ora in cartelle di rendita. I contadini stanno oggi assai meglio di prima; sono rovinati i piccoli proprietari, i quali dai terreni poveri non ricavano tanto da pagare le imposte.
Il sig. Gioia è l’unico proprietario che usi in questi dintorni i concimi chimici e gli aratri moderni. Il misoneismo degli altri proprietari è tale che dicono di non volere usare gli aratri Sack perché rovinano i buoi! Il sig. Gioia informa che con gli antichi sistemi queste terre fruttano al massimo cinque semenze, ma con le concimazioni artificiali egli ne ricava invece da 13 a 24. Loda molto l‘istituzione della cattedra ambulante di agricoltura, il cui direttore a furia d'insistere finirà col convertire qualche altro agricoltore.
Il sig. Gioia dà ai suoi contadini giornalieri 2 lire oltre un litro di vino: afferma che ne trova quanti ne vuole perché chi si lamenta dell’eccessiva scarsità di mano d’opera è gente che non vuol pagare mercedi ragionevoli.
L'emigrazione locale si rivolge in grande maggioranza agli Stati Uniti: coi primi risparmi gli emigrati pagano i propri debiti e poi si costruiscono una bella casetta.
I miglioramenti igienici che si trovano in questi paesi in fatto di abitazioni sono dovuti tutti all'emigrazione.
Le numerose case nuove e pulite che si vedono in ogni villaggio, sono dei così detti americani; esse consistono generalmente in una o due camere a pianterreno ed altrettante al primo piano e sono costruite con calce e mattoni. In esse non si vedono più i maiali, gli asini e e galline nella medesima stanza in cui dormono i contadini. Per gli animali gli americani costruiscono un locale apposito accanto all’abitazione.
Vincenzo Tucci, giornaliero, dice che guadagna una lira al giorno e il vitto, oppure 1.70 alla scarsa. Afferma che non torna conto prendere terre in affitto.
Ha moglie e quattro figli e dormono tutti in una stanza, in due letti.
A questi contadini che lavorando a giornata non ricavano il necessario per mantenere decentemente la famiglia, vien fatto di domandare:
— Ma perché non andate in America anche voi? A tale domanda rispondono che sono rimasti a casa o perché non hanno trovato i danari necessari pel viaggio, o perché, a differenza di tanti altri, non è bastato loro l’animo di lasciare sola la moglie con piccoli figli.
Conviene notare che non tutti hanno lo spirito ardito e intraprendente che occorre all’emigrante anche se semplice contadino.
Liborio Lofrano, contadino settantenne, racconta che ha un piccolo podere. — Semino un tomolo - dice - e ne cavo un tomolo e mezzo.
— E perché non la vendi questa terra?
— E chi se la piglia?
Ha moglie e cinque figli, di cui uno a New York che gli manda qualche cosa.
— Mangi carne?
— E chi me la dà la carne?
Tornando da Latronico a Lagonegro, visitiamo tre pulite case di contadini, una delle quali appartiene a un certo Cosentino, che ha passato 9 anni fra Buenos Aires e Montevideo. Tornato con 4000 lire, comperò una ventina di tomoli di terreno, che ora coltiva. Dal soffitto della cucina pendono pezzi di lardo e di carne di maiale. La moglie del Cosentino sta preparando della pasta all’uovo per il pranzo. Nelle case degli americani, sono evidenti un maggiore benessere e una certa pulizia.
Il Cosentino racconta che prima di andare in America possedeva i soli vestiti che teneva indosso. In una casetta vicina abita un simpatico tipo di vecchio contadino, piccolo e allegro, il quale, essendo scoppiata la camera d’aria d’una ruota dell’automobile, offrì sul serio all'intiera Commissione di ospitarla durante tutta la notte nella sua cucina. E come vuoi fare se siamo in dieci?
— Eh! vedrete che ci arrangeremo!