Chiaromonte
Signore normanno delle terre meridionali della Basilicata e alleato del ramo pugliese degli Altavilla, nel 1127 sostiene Boemondo II e organizza la resistenza contro Ruggero II.
La chiesa di S. Nicola <i>de Peratico</i> compare nelle carte all’inizio del XII secolo, amministrata prima dal monaco Candido e poi dal sacerdos Giovanni, notaio di Albereda di Chiaromonte.
Il monastero di Sant’Andrea, databile alla fine del X secolo, appartiene al mondo dei piccoli monasteri rurali e costituisce la prima tappa della penetrazione cavense in Basilicata.
Il monastero di S. Maria è uno degli esempi più interessanti di crocevia tra monachesimo italo-greco e latino, nel cuore di un territorio dove i movimenti migratori furono più intensi.
Il monastero di S. Pancrazio compare nella documentazione nel 1053 e la fluttuazione dall’abbazia greca di Carbone a quella di Cava ne fa un centro di grande interesse storico.
Il monastero di S. Giorgio risulta già esistente nel maggio del 1138, quando è retto dall’igumeno ed economo Iosef e abitato da monaci che osservano il rito italo-greco.