Descrizione
Melfi è teatro della riscrittura della più prestigiosa novella del Cinquecento, la machiavelliana storia di Belfagor. Giovan Francesco Straparola, ne ‘Le Piacevoli Notti’ (II 4), ambienta proprio qui la seconda parte della vicenda, quando l’arcidiavolo Belfagor viene definitivamente scacciato dal mondo a causa della paura della sua insopportabile moglie, il cui arrivo è preannunciato da un frastuono intollerabile ingegnosamente imbastito Gasparino. La scelta narrativa di Straparola segnala che, nell’immaginario anche settentrionale, l’importanza di Melfi non è venuta meno., Melfi si alza sulle pendici del Vulture come una sentinella di pietra, circondata da colline che si inseguono fino a perdere confini. Il suo centro storico, raccolto attorno al castello che domina la sommità del colle, è un intreccio di vicoli ripidi, archi ombrosi e antiche case che sembrano ascoltare ancora il passo dei Normanni e degli Svevi. Tra le mura e le torri, la città racconta la sua storia senza alzare la voce: basta il rumore dei passi sulle basole, il profumo del tufo riscaldato dal sole, lo sguardo che si apre su tetti e campanili.
Fuori dal nucleo più antico, il territorio si distende in un mosaico di vigneti, boschi e campi fertili, dove la terra scura del Vulture conserva il calore del vulcano che un tempo la generò. L’aria sa di mosto e vento, e chi percorre queste strade sente che Melfi non è solo una città: è una fortezza di memoria, un luogo in cui la storia continua a camminare accanto al presente.